Ci siamo quasi.
Dal 28 ottobre al 1° novembre Lucca torna a riempirsi di mantelli, armature di cartapesta, spade luminose e parrucche colorate, e quest’anno c’è un motivo in più per emozionarsi: Lucca Comics & Games compie 60 anni. Per chi abita qui come me è una settimana strana e bellissima, in cui la città che vedi tutti i giorni si trasforma in un enorme set fotografico a cielo aperto. E siccome in quei giorni mi chiedono spesso “ma tu come le fai le foto ai cosplayer?”, ho pensato di raccontarti un po’ di cose che ho imparato girando per le mura con la macchina al collo.
Ti dico subito una cosa che mi fa ancora sorridere: qualche anno fa ho scoperto per caso che diverse mie foto scattate durante il festival erano finite in un libro dedicato proprio a Lucca Comics, ne avevo parlato nel post Piccole soddisfazioni. Non lo dico per vantarmi, ma perché quelle foto non sono nate con attrezzature speciali o pass segreti: sono nate guardando, aspettando e soprattutto parlando con le persone.
Prima la persona, poi la foto
Il consiglio più importante non è tecnico, è umano. Un cosplayer ha passato settimane, a volte mesi, a costruire il suo costume, e nella maggior parte dei casi è felicissimo di farsi fotografare. Però va chiesto. Sempre. Un sorriso, un “posso farti una foto?”, e vedrai che la persona cambia completamente: si mette in posa, entra nel personaggio, ti regala lo sguardo giusto. La foto rubata in mezzo alla folla raramente funziona, quella condivisa quasi sempre sì. E alla fine ringrazia, magari chiedi il profilo social per mandargli lo scatto: è un piccolo gesto che fa un’enorme differenza, e spesso nascono anche belle conoscenze.
Una volta ottenuto il sì, non avere fretta. Bastano trenta secondi in più per spostarvi di qualche passo, lontano dal flusso di gente, e la foto migliora di colpo. Io lo vivo esattamente come un piccolo servizio di ritratto, solo molto più veloce: cerco di mettere a suo agio chi ho davanti, gli chiedo di fare il gesto tipico del personaggio, e intanto osservo dove cade la luce.
Luce e sfondo: il vero segreto a Lucca
Il nemico numero uno durante Lucca Comics è lo sfondo. Migliaia di persone, transenne, stand, cartelli: basta un attimo e il tuo bellissimo Geralt di Rivia si ritrova con un signore in giacca a vento che gli spunta dalla testa. Per questo, prima ancora di scattare, guardo cosa c’è dietro. Un vecchio portone, un muro in mattoni, il verde delle mura, una scalinata: Lucca è piena di fondali meravigliosi che sembrano fatti apposta per un ritratto. A volte basta abbassarsi un po’ e inquadrare leggermente dal basso per tagliare fuori la folla e avere il cielo come sfondo.
Poi c’è la luce. A fine ottobre il sole è già basso e tramonta presto, verso le cinque, e questo è un regalo enorme. Le ore del mattino e il tardo pomeriggio danno una luce calda e morbida, mentre verso mezzogiorno meglio cercare l’ombra di un vicolo o di un palazzo, dove la luce è più uniforme e i volti non si riempiono di ombre dure. Un’ombra aperta, con un po’ di cielo che illumina il viso, è una delle luci più belle che conosca per i ritratti, e nei vicoli del centro ce n’è in abbondanza.
Se usi una macchina con obiettivi intercambiabili, un fisso luminoso ti aiuta tantissimo: apri il diaframma, sfochi lo sfondo e il personaggio si stacca dalla confusione. Un medio tele è perfetto per i ritratti, mentre un grandangolo moderato è utile per raccontare il personaggio insieme all’ambiente. Ma attenzione a non portarti dietro mezzo studio, perché dopo tre ore tra la folla ogni grammo pesa. Ne ho parlato nell’articolo sul kit essenziale per fotografare con poca attrezzatura, e mai come a Lucca Comics vale la regola del “meno è meglio”.
Piccoli trucchi da chi ci passa ogni anno
Qualche dritta pratica, che ho imparato a mie spese. Porta una batteria di scorta (anzi due, il freddo e le tante ore le scaricano in fretta) e una scheda di memoria in più. Tieni in borsa un sacchetto o una copertina antipioggia, perché il tempo di fine ottobre in Toscana sa essere capriccioso. E se fotografi con lo smartphone, pulisci l’obiettivo ogni tanto: sembra una banalità, ma un’impronta di dita è il modo più veloce per rovinare una foto che avrebbe potuto essere bellissima.
Infine, ricordati di goderti la festa. La foto più bella a volte arriva quando metti giù la macchina per un attimo, ti guardi intorno e noti un dettaglio che prima ti era sfuggito: un bambino vestito da supereroe che fissa a bocca aperta il suo idolo, due amici che si sistemano a vicenda il trucco, una risata. Sono momenti piccoli, veri, e raccontano Lucca Comics meglio di qualsiasi posa.
E se dopo questi giorni ti è venuta voglia di un ritratto tutto tuo, magari senza mantello e senza folla intorno, sai dove trovarmi: dai un’occhiata alla pagina del fotografo a Lucca e scrivimi, ci prendiamo un caffè e ne parliamo.