Ogni anno, verso fine settembre, succede la stessa cosa: tutti pensano che la stagione delle foto sia finita insieme alle vacanze. Si ripongono i costumi, si torna alla routine e il servizio fotografico che avevi in mente finisce nella lista delle cose “da fare in primavera”. E invece, per chi ama i ritratti come me, è proprio adesso che arriva il bello. Lascia che ti convinca: l’autunno è il momento migliore dell’anno per farsi fotografare.
Luce morbida e colori caldi
Parto dalla cosa che per me conta più di tutte, la luce. D’estate il sole sta alto e picchia duro, e alle due del pomeriggio ti disegna sul viso ombre sotto gli occhi che nessuno vuole vedere. In autunno invece si abbassa, arriva più di lato ed è molto più morbido, quasi gentile. Tradotto in pratica: pelle più uniforme, sguardi più luminosi e quel calore che fa sembrare ogni ritratto un piccolo quadro. E c’è pure un bonus che adoro: l’ora dorata, quella luce calda che precede il tramonto, arriva a un orario comodissimo. Niente sveglie all’alba né appuntamenti alle nove di sera, basta ritagliarsi un pomeriggio.
Poi ci sono i colori, che in questa stagione fanno metà del lavoro al posto mio. Arancio, ruggine, giallo, un verde un po’ spento: la natura sceglie da sola una palette che sta bene praticamente a tutti, valorizza l’incarnato e si abbina senza fatica ai vestiti. Qui intorno a Lucca non serve nemmeno andare lontano. Un viale alberato, un tratto delle Mura, una stradina di campagna tra Marlia e Capannori, e lo sfondo è già perfetto così com’è.
C’è anche un aspetto che sembra un dettaglio e invece non lo è affatto: si sta bene. Con quaranta gradi nessuno è rilassato davanti all’obiettivo, si suda, si strizzano gli occhi e si pensa solo a quando finirà. In autunno la temperatura è piacevole, ci si muove volentieri e ci si scioglie molto prima. E un ritratto riuscito nasce quasi sempre da lì, da una persona che si sente a suo agio. In più puoi divertirti con i vestiti a strati, un maglione morbido, una sciarpa, un bel cappotto: capi che danno texture e carattere all’immagine e che, lo ammetto, fanno sentire un po’ più protetti anche davanti a una macchina fotografica.
Cosa indossare (e cosa fare se piove)
Se mi chiedi cosa indossare, ti direi di puntare su colori caldi o neutri come il beige, il cammello, il bordeaux, il verde bosco o un buon denim, lasciando perdere il nero totale e le fantasie troppo fitte. Porta anche qualcosa che ti rappresenta, un libro, una tazza, il tuo cane: gli oggetti aiutano a rompere il ghiaccio e raccontano chi sei meglio di mille pose. E non farti prendere dall’ansia per il meteo, perché un cielo coperto non è una sfortuna, è un enorme softbox naturale. L’unica vera raccomandazione è di non aspettare troppo: le giornate si accorciano in fretta e i pomeriggi con la luce giusta sono meno di quanto pensi. Se vuoi arrivare davvero preparato, ho scritto anche una guida pratica per prepararsi a un servizio di ritratto.
E se piove? Nessun problema, anzi. Le giornate grigie sono perfette per spostarsi in studio, dove la luce la costruisco io e l’atmosfera diventa più raccolta e intima. Alcuni dei ritratti a cui sono più affezionato sono nati proprio così, mentre fuori veniva giù il diluvio.
Insomma, luce morbida, colori caldi e temperature piacevoli: l’autunno ti regala tutto quello che serve per un ritratto che ti somigli davvero. Se stai cercando un fotografo per ritratti a Lucca e ti va di approfittare di questa stagione, scrivimi: troviamo insieme il pomeriggio giusto, con la luce giusta.