Fotoritocco etico

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Ogni tanto (spesso) guardando foto e sentendo commenti, mi chiedo se esiste un’etica nel fotoritoccare e il nostro occhio ormai è assuefatto da un concetto ideale di bellezza e quindi, tutto quello che se ne discosta è considerato poco piacevole.
Questa non è una critica né un giudizio al fotoritocco (per lavoro pure io ne faccio un buon utilizzo di fotoritocco), la mia è solo una valutazione su quanto siamo abituati a canoni che non rispecchiano noi.

Il ritocco esiste già dai primi anni della fotografia, anzi, anche prima quando si dipingeva e si idealizzavano certe forme, colori, proporzioni ecc ecc.
Quindi è chiaro che questa “manipolazione” delle immagini è sempre esistita e si è ampliata ed evoluta con il tempo e le tecnologie.
Confrontandomi soprattutto con la fotografia di beauty o comunque di ritrattistica, ho notato che con l’avvento delle nuove tecnologie dove tutti possono fotografare tramite macchina fotografica digitale o smartphone, tutti hanno delle app o programmi con cui poter manipolare le immagini, tutti sono diventati “tuttologi” dell’immagine, si è giunti ad una quantità immensa di foto (pubblicate soprattutto sui social) e visibili a tutti. Queste foto spesso patinate, con modifiche tramite AI o manuali, creano degli ideali di figura che non rappresentano la realtà.

Il confronto è facile farlo sulle fotografie dove è richiesta l’immagine femminile (l’immagine maschile è molto meno richiesta soprattutto in quello che è il mercato mediatico e pubblicitario). Siamo bombardati da immagini di donne perfette, alte, magre, capelli perfetti, bocche carnose, sguardi magnetici e molto altro. Questo porta a voler essere così e non vedersi più per quello che siamo. In passato pure io ho fatto ampio uso di Photoshop e, riguardando ora le vecchie foto, mi pento della pesantezza con cui andavo a ritoccare certe immagini. In uso commerciale troveremo sempre immagini di donne perfette, ma è giusto?

Quando scattiamo delle foto, la nostra visione dell’immagine è quella che vediamo o quella che immaginiamo dopo l’uso di photoshop?
Dovremmo imparare ad apprezzare di più come siamo, essere critici quando serve e saper criticare quello che veramente è sbagliato e non rappresenta la realtà e noi stessi. Quando vediamo una foto dove siamo rappresentati, dobbiamo renderci conto che in quella foto ci siamo noi, che potrà essere migliorata nelle luci, ombre, colore, qualche piccolissima imperfezione ma che non dovrà essere stravolta rappresentando l’idea che vorremmo di noi.

La realtà è la migliore immagine che abbiamo di noi.
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